News
A volte ritornano. I Centri di Aggregazione Giovanile, oggi.
A volte capita che una persona, ormai adulta, torni ad aprire la porta di uno dei nostri C.A.G, con lo sguardo curioso rivolto a qualcosa di familiare, ma soprattutto alla ricerca dell’educatrice con la quale ha condiviso parti importanti della propria adolescenza. “Passavo da queste parti…”. E’ solo un saluto, ma è colmo di gratitudine, da parte di chi tra quelle stanze ci è cresciuta, trascorrendo interi pomeriggi alla ricerca del proprio posto nel mondo e che ora, per un attimo, si guarda indietro per riconoscere il tempo che è passato.
Altre volte capita che a tornare sia, invece, un ragazzo che avevamo perso di vista, di cui non sapevamo più nulla e che, improvvisamente, si fa vivo, perché ha una cosa importante da raccontare, perché sta guardando avanti, a ciò che non è ancora ma che potrebbe essere e ha bisogno un consiglio.
Poi ci sono quelle e quelli che vengono, tutti i giorni, che sono già davanti alla porta, in anticipo sull’ora di apertura del centro, che arrivano direttamente da scuola, con il pasto da consumare insieme a qualche amica.
Vanno, vengono, ritornano, un po’ come le nuvole cantate da quel poeta cantante genovese.
A volte a tornare sono le domande che sembravano ormai evaporate e disperse: la domanda di luoghi fisici dove ritrovarsi per stare e imparare a stare insieme, la domanda di contesti per scoprire interessi e desideri, la richiesta di spazi che non siano né scuola né casa, ma porti sicuri aperti sul mondo.
A volte a tornare è la ricerca di una risposta al malessere adolescenziale che non sia solo farmacologica, che non sia solo repressiva, ma che torni ad essere sociale ed educativa.
A volte a tornare è proprio la domanda di allestire un nuovo spazio aggregativo, oppure di ri-aprire quel Centro che, anni fa, per mancanza di risorse economiche è stato chiuso.
Per chi come noi non ha mai smesso, in questi 30 anni, di credere nel C.A.G come dispositivo educativo, questa nuova domanda di spazi aggregativi è qualcosa che ci riempie di orgoglio e di una rinnovata responsabilità: dare seguito ad una storia, con un trama che è ancora tutta da scrivere.
Per queste ragioni, a maggio dell’anno scorso, abbiamo partecipato con entusiasmo all’Agorà Adolescenti promossa da Animazione Sociale, andando a Torino con tutte le equipe dei nostri CAG e con un gruppo di 20 ragazzi e ragazze che hanno preso parola, dialogando alla pari con una rete di professionisti provenienti da tuta Italia.
Da quell’esperienza sono nati gli articoli pubblicati sul n. 384 di Animazione Sociale, per lasciare traccia e per contribuire ad un dibattito che speriamo possa coinvolgere le istituzioni, le comunità professionali e la cittadinanza interessata a mettere, di nuovo, al centro, le nuove generazioni
Un focus di 3 articoli dedicati ai Centri di Aggregazione Giovanile oggi
- “Adolescenti a modo loro” di Andrea Marchesi. Una riflessione pedagogica e politica sulle domande che provengono dai mondi adolescenziali
- “La nuova domanda di spazi aggregativi” di Andrea Marchesi. Una breve storia dei CAG, dalle origini, al declino e alla nuova stagione che stanno vivendo
- “Luoghi ad alta intensità relazionale” di Federica Bozzi, Valentina Giunta con il contributo di tutte le equipe dell’Area Giovani di Arti&Mestieri Sociali. Il racconto di un’esperienza corale, di un modello metodologico nella gestione dei CAG.