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Agorà 2026 | Spazi di Aggregazione Giovanile Oggi
Il 19 giugno 2026 si è tenuto il convegno organizzato da Animazione Sociale, “Spazi di aggregazione giovanile oggi”, e quello che abbiamo vissuto è ancora tutto lì: nelle voci, negli sguardi, nelle testimonianze, nelle emozioni che ci portiamo dentro.
Eravamo in 500 e in 50 avevano meno di vent’anni.
È stata una giornata intensa.
Una di quelle che ti ricordano perché fai questo lavoro.
Una di quelle che ti fanno sentire, con limpidezza, la bellezza e l’autenticità dell’educare.
Nonostante il caldo torrido, c’era una forte volontà di esserci. Di incontrarsi. Di ascoltare. Di pensare insieme.
C’erano i ragazzi e le ragazze, con le loro storie, le loro fatiche, la loro gratitudine, il loro modo sincero di raccontare che cosa è stato — o che cosa è ancora — per loro un Centro di Aggregazione Giovanile.
Ci hanno emozionato. E in molti momenti, ci hanno ricordato quanto sia prezioso creare luoghi in cui potersi riconoscere, raccontare e immaginare un futuro.
C’erano educatori ed educatrici che ogni giorno, con passione e cura, pensano, progettano, ascoltano e continuano a credere negli adolescenti e nelle adolescenti che incontrano.
C’erano docenti, pedagogisti, professionisti e professioniste dell’educazione che hanno portato parole capaci di tenere insieme ragione e speranza. Parole per un mondo in cui l’adolescenza possa fare meno paura, e possa invece essere compresa, accolta, scoperta e valorizzata.
C’erano colleghe e colleghi di altre aree, presenti per conoscere, condividere competenze, lasciarsi interrogare.
Perché il nostro è un lavoro complesso.
Spesso silenzioso.
A volte invisibile quando funziona bene, che diventa rumoroso solo quando manca.
È un lavoro fatto di pensiero pedagogico, progettazione educativa, ascolto, presenza, relazioni. Un lavoro che, nonostante condizioni ambientali e materiali spesso difficili, continua a generare possibilità.
E forse è proprio questo che ci siamo portati a casa da quella giornata: che farlo insieme rende tutto più sostenibile, più vero, più umano.
Questo ci suscita un’ulteriore riflessione: come Libera Compagnia di Arti & mestieri Sociali, abbiamo avvertito il piacere e la responsabilità di condividere l’esperienza trentennale di gestione di spazi aggregativi e lo abbiamo fatto, appunto, in Compagnia. Con le ragazze e i ragazzi che abitano i centri, con tutte le equipe, ma anche valorizzando competenze e contributi di colleghe di altre aree di lavoro che si sono messe in gioco e questo più che mai ci rende fieri di far parte di un’organizzazione che non lascia indietro nessuno, dove saperi ed esperienze si mischiano dando vita a progetti sempre più inclusivi e innovativi.
Infine, un doveroso e speciale ringraziamento a chi ha reso possibile realizzare l’iniziativa: perché per organizzare una giornata così bella e intensa ci vuole un’altrettanta bella rete. Grazie alla rivista Animazione Sociale, ad Associanimazione, a Silvio Premoli e Unicatt, a Christian Uccellatore, alle colleghe e ai colleghi di altre città, alla rete milanese dei Cag, ai relatori e alle relatrici che si sono dati disponibili a portare la loro esperienza e competenza.
Grazie a chi c’era con la voce, con il corpo, con la storia, con l’ascolto.
È proprio questo ciò che intendiamo quando diciamo che #generiamolegamisociali.
Clicca qui e leggi il racconto per parole e immagini della giornata di studio dedicata ai centri di aggregazione giovanile (Milano, 19 giugno 2026)