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Stiamo tutti bene: un percorso per promuovere il benessere organizzativo

Prendersi cura delle persone significa anche prendersi cura di chi, ogni giorno, lavora per loro.

Da sempre la Libera Compagnia considera la “cura” delle condizioni di lavoro un valore fondativo: un principio che guida le nostre scelte organizzative, economiche e relazionali.

Nel tempo, abbiamo costruito strumenti per rendere concreta questa attenzione – dalla supervisione e formazione al lavoro di gruppo, dal coordinamento al sostegno individualizzato – senza dimenticare l’impegno costante nel migliorare le condizioni economiche e contrattuali di socie e soci.

Ma come stiamo oggi, individualmente e collettivamente? Cosa possiamo fare per migliorare il nostro stare al lavoro?

Durante l’ultima Assemblea, le socie e i soci hanno ribadito con forza un mandato al Consiglio di Amministrazione: “aggiornare e innovare le forme di mutualità interna, di benessere organizzativo e di welfare aziendale.” Da questa indicazione è nato il progetto “Stiamo tutti bene – promuovere pratiche di benessere organizzativo”, proposto da due lavoratori soci in risposta alla Call di idee promossa dall’Assemblea nel 2023. Un’occasione preziosa per fermarci e porci domande fondamentali: come stiamo come professioniste e professionisti? Cosa possiamo stare meglio al lavoro?

Partiamo dall’ascoltarci: un primo passo concreto

Per accompagnarci in questa riflessione, abbiamo scelto di affidarci a Silvia Oliveri e Roberta Sallustio, professioniste che avevano già condotto un’indagine sul benessere lavorativo nei nostri Servizi Minori e Famiglia. Con loro abbiamo progettato una fase di ascolto, dedicata alla rilevazione e analisi dei bisogni interni.

In una cooperativa in crescita come la nostra, dove aumentano persone e complessità dei contesti sociali, ascoltarsi diventa un passaggio fondamentale. Solo conoscendo in profondità i bisogni, i fattori di rischio e quelli di protezione possiamo costruire insieme un ambiente di lavoro più sano e generativo. A febbraio 2025 siamo così partiti con un questionario sul benessere organizzativo, pensato per raccogliere in modo anonimo opinioni, valutazioni e suggerimenti.

Stiamo tutti bene: i risultati del questionario sul benessere al lavoro

Il percorso di ascolto ha rappresentato un’importante occasione per fermarsi, riflettere e dare voce a chi ogni giorno costruisce, con il proprio lavoro, la vita della Cooperativa. Il 73% delle persone a cui è stato inviato ha risposto al questionario (218 su 297).

Le risposte restituiscono un’immagine complessivamente positiva e incoraggiante della nostra realtà organizzativa: un clima di lavoro sano e positivo.

Scorri qui sotto per leggere alcune risposte.

Più in dettaglio, le risposte, nelle tre principali aree d’indagine – Fattori di rischio, Fattori di protezione, e Aspetti positivi di salute e benessere al lavoro – mostrano un quadro in cui le percezioni positive prevalgono nettamente su quelle critiche.

In alcune dimensioni, come quelle legate al bullismo psicologico o al coinvolgimento lavorativo (Work Engagement), le criticità risultano quasi del tutto assenti.

Al contrario, emergono con forza elementi di protezione, come il supporto sociale tra colleghi e colleghe, che si conferma un pilastro della qualità del nostro lavoro.

Alcune aree, tuttavia, invitano a una riflessione costruttiva: tra queste, la qualità della leadership e il modo in cui viene percepita la gestione dei gruppi di lavoro, che rappresentano ambiti di possibile crescita e sviluppo.

Alla domanda “Su cosa dovrebbe investire la Cooperativa per migliorare il benessere di chi lavora?”, le risposte hanno indicato due direzioni prioritarie.

Reddito, welfare e conciliazione

  • Integrazione del reddito – indicata dal 50% delle persone rispondenti;
  • Potenziamento delle misure di conciliazione vita-lavoro – 34,4%;
  • Sviluppo di forme di mutualità interna e welfare aziendale – 31,7%.

Questi dati raccontano l’esigenza di una cura anche economica e organizzativa, che riconosca il valore del lavoro educativo e sostenga chi lo svolge quotidianamente.

Formazione e supervisione: strumenti di cura professionale

Un altro ambito sentito come strategico riguarda formazione e supervisione, da sempre strumenti centrali della nostra pratica professionale.

Il 49,1% delle persone intervistate auspica una maggiore valorizzazione delle competenze delle lavoratrici e dei lavoratori, anche attraverso il coinvolgimento diretto nella progettazione di eventi e percorsi formativi. Uno sviluppo possibile per le tante competenze maturate e l’anzianità professionale generate dal basso turn over.

Il 46,3% chiede un rafforzamento delle supervisioni e delle formazioni specifiche, utili ad aggiornare saperi, approfondire innovazioni e affrontare cambiamenti normativi.

Altre proposte e spunti emersi:

Accanto alle aree principali, il questionario ha raccolto anche idee e suggerimenti concreti per rendere ancora più vivibile e sostenibile l’esperienza lavorativa. Tra questi:

  • Ridurre i rischi da stress lavorativo – 29,8%
  • Favorire una comunicazione collaborativa ed empatica tra colleghi/e – 23,9%
  • Promuovere una cultura del benessere attraverso attività dedicate – 15%
  • Proposte aggregative e culturali per il tempo libero – 8,7%
  • Maggior investimento sulla sicurezza sul lavoro – 5%
  • Incentivare stili di vita salutari e sostenibili – 4,6%
  • Azioni di responsabilità ambientale – 1,4%

Perché la cura di chi lavora per A&MS  è – e continuerà a essere sempre  – una delle forme più autentiche di cura delle persone.